sabato 13 giugno 2026

LE AVVENTURE DI PETER E L'ALBERO PARLANTE - EPISODIO 1




Cari bambini, oggi vi racconto una storia speciale...

Peter decise di non dire nulla ai suoi genitori del fatto che aveva parlato con un albero. Altrimenti, chissà che cosa avrebbero pensato! Eppure, era rimasto davvero colpito da come Pompo (questo era il nome dell'albero) fosse riuscito ad attirare la sua attenzione. Nello stesso tempo, però, si chiedeva: ma che cosa mai potrà raccontare un albero? La curiosità di tornare da lui era troppa.

"Papà, domani torniamo a fare una camminata dove siamo stati oggi? Mi è piaciuto tanto!" chiese Peter. "Veramente volevo fare un giro diverso," rispose il papà, "ma se ti è piaciuto così tanto, ci torniamo."

A quel punto la sorellina sbottò: "A me quella passeggiata non è piaciuta per niente! Io preferisco il mare!" Mamma e papà si guardarono e il papà propose il piano perfetto: "Ok, facciamo così. Domani io e Peter torniamo nel bosco, mentre tu e la mamma andate al mare. Va bene?" "Oh sì, mi va benissimo! Grazie papà!" esclamò la sorellina, abbracciando il papà e dandogli un grosso bacio sulla guancia.

Peter era felicissimo: l'indomani non avrebbe avuto quella rompiscatole tra i piedi!

Una domanda importante

Il mattino seguente, Peter e il suo papà si alzarono presto. Zaino in spalla, uscirono di casa pronti per l'avventura.

Mentre camminavano, Peter guardò i grandi rami sopra di loro e chiese: "Papà, ma tu pensi che gli animali e le piante soffrano come noi, oppure che siano felici?" Il papà lo guardò sorpreso: "Perché mi chiedi questo, Peter?" "Perché penso che la natura oggi stia soffrendo per causa nostra. Noi umani a volte non siamo bravi: non la rispettiamo, facciamo tanti danni e provochiamo sofferenza."

Il papà rimase colpito da quelle parole. Erano così vere! Purtroppo i grandi, tante volte, non si rendono conto del male che fanno alla natura.

Il segreto di Peter

Continuando a camminare, arrivarono finalmente davanti a Pompo. Peter vide subito che l'albero lo stava salutando muovendo i suoi rami! Il bimbo ricambiò con un cenno della mano, poi disse: "Papà, io mi fermo un attimo qui a riposare. Tu continua a camminare, poi ti raggiungo." "Ok Peter, ma non fermarti troppo a lungo!" si raccomandò il papà, allungando il passo.

Peter era al settimo cielo: finalmente era solo con il suo amico albero e poteva parlargli!

"Ciao amico mio!" disse Pompo con la sua voce frusciante. "Come stai?" "Io bene! E tu?" rispose Peter. "Io cerco di sopravvivere, nonostante la grande sofferenza degli esseri umani..."

I due iniziarono a raccontarsi tantissime cose curiose ed entusiasmanti... ma questo lo scopriremo solo nella prossima puntata!

"E voi bambini? Se un albero potesse parlarvi, cosa gli chiedereste?"

Ciao bambini, alla prossima avventura!

giovedì 11 giugno 2026

🌲 PETER E L'ALBERO PARLANTE DELLE MONTAGNE DI NOLI 🌊

 


L’indomani Peter, insieme al suo babbo e alla sua mamma, si mise in viaggio verso la Liguria, con destinazione Noli. Peter se ne stette tranquillo sul sedile posteriore insieme a sua sorella. Si fermarono soltanto per una breve sosta e, nel giro di cinque ore, arrivarono finalmente a Noli!

Il papà aveva affittato un appartamento vicinissimo al mare. Appena arrivati, depositarono i bagagli e corsero a fare la spesa al supermercato più vicino. Al loro rientro a casa, però, era ormai troppo tardi per andare in spiaggia.

Il giorno successivo, il babbo propose una bellissima novità per la mattina: un'escursione sulla montagna proprio dietro casa, perché lassù c'erano un sacco di cose interessanti da scoprire! A Peter l’idea piacque subito tantissimo: sperava con tutto il cuore di incontrare qualche animale selvatico, proprio come gli era già successo nella splendida Val Duron.

Sua sorella, come al solito, faceva un po' di capricci ed era già stanca ancora prima di partire! Ma non c'era tempo per lamentarsi: presero il sentiero dietro casa che saliva verso l'alto. Man mano che salivano, si apriva una vista mozzafiato: da lassù si poteva ammirare tutto il panorama di Noli e persino intravedere Varigotti!

A Peter quel posto piaceva un sacco. Era bellissimo, specialmente per la meravigliosa e fitta vegetazione che li circondava. Mentre il babbo camminava avanti con il resto della famiglia, Peter camminava un po' più indietro, curioso, cercando di osservare e capire le forme delle piante selvatiche.

All'improvviso, mentre camminava concentrato, sentì un sussurro a poca distanza: — Pss... Ehi! — disse una voce leggera.

Peter si bloccò. Non capiva cosa stesse succedendo. Si fermò di colpo, guardandosi intorno per capire chi lo stesse chiamando. Fu allora che notò un grande leccio: l'albero stava muovendo le sue foglie verdi e il tronco sembrava proprio parlare! Peter si fece coraggio, si mise davanti alla pianta e chiese stupito: — Ma... sei tu che mi stai chiamando? — Certo che sono io! — rispose il leccio con un fruscio allegro. — Scusami, ma non ho mai sentito parlare un albero in vita mia! Che bello! Sai, in Trentino ho parlato con tanti amici animali, ma mai con gli alberi! — Eh, qui da noi ci sono pochi animali, ma in compenso abbiamo tantissimi tipi di piante diverse e uniche! Tu come ti chiami? — Io mi chiamo Peter e vengo dal Trentino! E tu come ti chiami? — domandò curioso il bambino. — Io mi chiamo Pompo, perché con tutti questi miei rami mi sento proprio pomposo e fiero! — Da quassù vedi proprio un bellissimo paesaggio, si vede tutto il mare! — esclamò Peter con gli occhi spalancati. — Oh sì, è meraviglioso. Sono lontano dal traffico e da qui passano solo le persone che amano camminare e rispettano la natura. Ti fermi per un po' di giorni a Noli? — Sì! Restiamo qui per due settimane. Avremo tutto il tempo per conoscerci meglio! — Splendido! Allora ti aspetto. — Ora devo proprio correre, altrimenti i miei genitori si preoccuperanno se non mi vedono arrivare. Ciao Pompo, ci vediamo domani! — salutò Peter, correndo a raggiungere la sua famiglia con il cuore pieno di gioia.

Lo sapevi? Il leccio (l'albero Pompo!) è una specie di quercia super speciale: a differenza delle querce di montagna, non perde le foglie in autunno (è un sempreverde) e ama tantissimo il clima del mare della Liguria!

Vi aspetto la prossima settimana. Ciao! 

mercoledì 27 maggio 2026

LE AVVENTURE DI PETER: IL SEGRETO DELLA VAL DURON E IL VIAGGIO IN LIGURIA

 


Ciao bambini! Siete pronti per una nuova, incredibile avventura? Oggi vi racconto cosa è successo a Peter dopo il suo magico pomeriggio tra i boschi...

Peter era tornato a casa con il cuore a mille e un sorriso grandissimo: aveva appena vissuto la più grande avventura della sua vita insieme ai suoi nuovi amici animali della Val Duron!

Non appena varcò la porta di casa, però, trovò la mamma che lo aspettava a braccia conserte: «Peter! Ma dove sei stato fino ad ora? Ero così preoccupata!» «Mamma, non hai idea del pomeriggio meraviglioso che ho passato insieme agli animali della Val Duron!» esclamò Peter, ancora entusiasta.

La mamma sgranò gli occhi: «Gli animali? Peter, ma sei impazzito? Sei andato a metterti in pericolo? Non ti si può lasciare solo un minuto!» «Ma no, mamma! Nessun pericolo» spiegò Peter ridendo. «Ho conosciuto le marmotte, l'aquila e tantissimi altri amici. Sono fantastici e mi hanno insegnato un sacco di cose sul rispetto della natura!» La mamma lo guardò sospettosa: «Non mi dirai che gli animali ti hanno parlato...» «Certo che mi hanno parlato, mamma! Mi hanno spiegato i segreti del bosco.» «Figlio mio... mi sa che ti sta venendo la febbre!» disse la mamma, mettendogli una mano sulla fronte. «Mamma, non prendermi in giro, è la verità!» protestò il bimbo. Ma la mamma, sorridendo, lo spedì subito in bagno a lavarsi le mani prima di cena.

Una notizia inaspettata: si parte per il mare! 🌊

Mentre Peter si insaponava, la mamma gli ricordò una cosa importantissima: il giorno dopo sarebbero partiti per il mare. A quella notizia, a Peter crollò il mondo addosso. Non aveva nessuna voglia di andare in spiaggia! Voleva rimanere lì, a Campitello, per andare ogni giorno a trovare la marmotta Ciccia e tutti gli altri amici del bosco.

«Uffa, mamma! Non possiamo rimanere qui invece di andare al mare?» propose Peter con un filo di voce. La mamma gli spiegò che il papà aveva finalmente le vacanze dal lavoro e che non potevano proprio cambiare i piani. «E dove andiamo di bello?» chiese Peter, rassegnato. «A Noli, in Liguria! Vedrai, è un posto bellissimo e ti piacerà tantissimo. Ora corri a tavola che la cena è pronta!»

Il grande segreto di Papà 🤫

A tavola, tra un boccone e l'altro, Peter ricominciò a raccontare le meraviglie della Val Duron. A un certo punto, il papà smise di mangiare, guardò Peter negli occhi e sorrise:

«Sai Peter? Quando avevo la tua età, andai in Val Duron con il mio papà. Anche lui mi diceva sempre che gli animali del bosco sapevano parlare... e io non gli credevo! Poi, un giorno, ci andai da solo e indovina un po'? Successe anche a me. Gli animali parlarono anche con me.»

Peter fece un salto sulla sedia per la gioia: il papà gli credeva! Anche lui conosceva quel magico segreto!

Ormai si era fatto tardi. La mamma diede a Peter il bacio della buonanotte e lo coprì fino al naso. Quella notte, mentre fuori le stelle brillavano sulle montagne di Campitello, Peter fece i sogni più belli del mondo, volando insieme all'aquila e giocando con le marmotte della Val Duron.

Voi bambini piace di più il mare o la montagna? Vi piacciono le storie di Peter?

Pronti a scoprire cosa succederà a Noli? Al prossimo capitolo! 😊

martedì 5 maggio 2026

Peter torna a casa

 

Cliccando nel link qui sotto potete chiedermi la parte audio da ascoltare. Cliccando sul link mi verrà richiesto di autorizzarvi abbiate solo un attimo di pazienza, altrimenti inviatemi un messaggio personale e vi invierò direttamente l'audio. Tutto questo perché è un problema tecnico caricare l'audio sul blog. Grazie della pazienza Marco. Ecco il link: 

https://drive.google.com/file/d/1nn6rT_ToGFwQaDX30RVuqlP_8gDnJCpA/view?usp=drive_link

Cari piccoli lettori, Peter deve salutare i suoi amici perché è arrivato il momento di tornare a casa dai suoi genitori e raccontare tutto quello che ha visto insieme a Ciccia. Peter non vorrebbe tornare perché con Ciccia sta proprio bene.

'Ciao Ciccia, io devo tornare a casa, altrimenti i miei genitori si preoccupano. Non so come ringraziarti per questa bellissima giornata; ho passato momenti meravigliosi e tu sei una marmotta speciale. Ti voglio bene e ti prometto di tornare a trovarti prima che arrivi l’inverno e tu vada in letargo'.

Ciccia, insieme a tutta la sua famiglia, si strinse intorno alle gambe di Peter in un grande abbraccio. Il bambino si chinò, prese in braccio Ciccia e le diede un bacio. Una lacrima scese sul musetto di Ciccia e un’altra rigò il volto di Peter.

'Ciao Peter, grazie di essere stato con noi oggi. Noi saremo sempre qui ad aspettarti e ogni tuo ritorno sarà per noi una festa. Quando verrai, fai un fischio: io ti risponderò per farti capire dove mi trovo. Vai dai grandi e di’ loro che devono rispettarci e volerci bene, altrimenti la natura si ribellerà per la troppa violenza che sta subendo'.

Peter annuì, promettendo a Ciccia che avrebbe fatto tutto ciò che gli chiedeva. Si incamminò lungo il sentiero verso Campitello di Fassa. Era triste perché non avrebbe voluto lasciare quei meravigliosi amici: da Ofelia che volava alto, allo scoiattolo Fronz, fino alle mucche al pascolo.

Peter arrivò a casa molto prima di cena. Il papà non era ancora rientrato e la mamma era impegnata ai fornelli. Quando lo vide entrare, gli chiese: 'Dove sei stato oggi, Peter?'. 'In Val Duron, mamma! Ho conosciuto degli amici fantastici'. 'Amici fantastici?', ripeté la madre sorridendo. 'Dai, vai a lavarti: tra poco arriva papà e a cena ci racconterai tutto'.

Alla prossima settimana, carissimi amici!

martedì 21 aprile 2026

🏔️ Le Avventure di Peter e Ciccia: Il Regno Sotto l'Erba


Peter sedeva incantato dal panorama che si apriva davanti ai suoi occhi. Quello era il regno di Ciccia e della sua numerosa famiglia.

"Siamo davvero tante, sai?" gli diceva Ciccia, mentre il sole scaldava il prato. Peter, curioso, le chiese cosa facessero le marmotte tutto il giorno. Si sedettero insieme sull’erba fresca, proprio di fronte alla maestosità del gruppo del Catinaccio e dello Sciliar.

Ciccia iniziò così il suo racconto:

"Caro Peter, la nostra è una vita di socialità estrema e pigrizia strategica! Amiamo stare insieme; pensa che nella tana dove viviamo siamo in venti."

"In venti?!" esclamò Peter sgranando gli occhi.

"Sì! E nel gruppo ci sono sempre un maschio e una femmina alfa che guidano la famiglia. I nostri piccoli passano la giornata a rincorrersi per gioco: è il loro modo per restare uniti. La nostra casa, poi, non è una semplice buca, ma una vera rete di tunnel scavati con le nostre potenti unghie. Sono appartamenti strutturati!"

Ciccia spiegò a Peter l'architettura della loro tana:

  • Gallerie estive: superficiali, perfette per sfuggire rapidamente ai predatori.

  • Gallerie invernali: profonde fino a tre metri, dove la temperatura resta costante e il gelo non può arrivare.

  • Stanze del sonno: foderate di fieno asciutto e morbido.

  • Latrine: stanze dedicate ai bisogni, per mantenere il resto della casa pulito e igienizzato.

"E poi..." continuò Ciccia con un pizzico di mistero, "arriva il Grande Sonno. Siccome d’inverno il cibo scarseggia, ci addormentiamo per ben sei mesi. Ma ti racconterò cosa succede durante quel lungo sogno la prossima volta!"

Peter era sbalordito. Non immaginava che le marmotte fossero così organizzate e capaci di gestire il proprio tempo e la propria comunità. Mentre ammirava la meraviglia delle montagne, nell’aria risuonarono i fischi delle marmotte: Ciccia rispose prontamente al richiamo con il suo, salutando la sua famiglia.

Restate sintonizzati per il prossimo racconto di Peter e della sua amica Ciccia!

martedì 14 aprile 2026

Un Incontro Reale al Rifugio Micheluzzi


File audio clicca su link 


Peter era seduto sulla panchina davanti al rifugio Micheluzzi. Accanto a lui c’era Ciccia con tutta la sua famiglia, mentre nel cielo volava la loro amica Ofelia, che li osservava protettiva dall’alto.

All'improvviso, Peter vide spuntare in lontananza un cervo dalle corna maestose. Era un esemplare reale: imponente, fiero e bellissimo. Dietro di lui, in fila, avanzavano altri cervi più piccoli: era certamente la sua famiglia. Il grande cervo si fermò proprio davanti a Peter e Ciccia, fissandoli con i suoi occhi profondi.

Peter lanciò un'occhiata a Ciccia: lei non sembrava affatto spaventata, restava immobile senza fare una piega. Peter, invece, sentiva le gambe tremare.

“Se quel cervo mi attacca con quelle corna,” pensava, “chissà dove vado a finire... minimo in cima a un albero!”

Il cervo emise un soffio potente dal naso e poi, con sorpresa di Peter, parlò: — «Ciao Ciccia! E chi è questo qui insieme a te? Non l'ho mai visto.»

Peter non riusciva a capire cosa si stessero dicendo, ma Ciccia rispose con i suoi tipici fischi, rassicurando il cervo e facendogli capire che di Peter ci si poteva fidare. Allora il maestoso animale si avvicinò ancora di più, stagliandosi severo davanti al ragazzo che tremava come una foglia.

— «Ciao Peter, io sono Ronaldo,» disse il cervo con voce profonda. «Che piacere conoscerti! Io vivo lassù, tra le vette di quelle montagne. Ofelia mi aveva raccontato che Ciccia aveva un nuovo amico e mi ha suggerito di venire a presentarmi. Eccomi qui! Ti piace la nostra valle?»

Con un filo di voce, Peter rispose: — «Ciao Ronaldo... il piacere è tutto mio! Non avrei mai immaginato di incontrare un cervo reale bello come te. Grazie per essere venuto a conoscermi. La vostra valle è stupenda e ho trovato un sacco di amici, compresa Ofelia.»

Dall'alto, Ofelia emise un verso di gioia che rimbombò tra le pareti della montagna.

— «Grazie Peter,» concluse Ronaldo. «Torna a trovarci presto. Un giorno potrai salire sulla mia groppa e ti porterò in alto, a vedere quanto sono belle queste cime. Ci conto! E tu, Ciccia... fai la brava, mi raccomando!» — «Sempre, Ronaldo!» sembrò rispondere lei con un ultimo fischio.

Ronaldo voltò le spalle e, seguito dalla sua famiglia, riprese il cammino verso l'alta montagna. Peter, rimasto solo con Ciccia, sospirò di sollievo: l'emozione gli aveva messo un gran appetito! Entrò nel rifugio e si godette una meritata fetta di strudel di mele.

Alla prossima avventura, bambini!

martedì 7 aprile 2026

IL RIFUGIO DELLA MERAVIGLIA

 



Grazie a Ciccia e alla sua famiglia, Peter stava facendo un sacco di nuove amicizie. Ormai erano quasi arrivati in cima, dove si trovava il Rifugio Micheluzzi, a 1860 metri di altezza. Peter non poteva ancora immaginare la bellezza che lo avrebbe travolto una volta giunto lassù.
Mentre camminavano, Ciccia gli raccontava dei suoi antenati e dell'instancabile lavoro delle marmotte nel corso degli anni. Peter ascoltava rapito, confessando di non sapere nulla di quella storia; nessuno gli aveva mai raccontato quanto fosse prezioso il loro contributo.
"Vedi, Peter," spiegava Ciccia con un pizzico di orgoglio, "spesso gli uomini non capiscono il lavoro silenzioso che noi animali svolgiamo nella valle. Se questo posto rimane così splendido, è grazie all'impegno di tutti noi."
Camminavano piano, perché il passo di Ciccia non era dei più veloci, ma a Peter non importava: ogni passo era l'occasione per scoprire un nuovo segreto della montagna. A un certo punto, vedendo la sua famiglia rimasta un po' indietro, Ciccia lanciò un fischio acuto nell'aria tersa. La risposta non si fece attendere: un fischio immediato gli confermò che la sua amata moglie era lì vicino e lo invitava a stare tranquillo.
Finalmente, superata l'ultima curva, si aprì davanti a loro il piano del Micheluzzi. Era un paradiso. Prati di un verde smeraldo si estendevano a perdita d'occhio, punteggiati da mucche al pascolo e piccoli vitellini intenti a brucare l'erba fresca. Ma lo spettacolo più grande era in fondo: maestosi e solenni, si stagliavano contro il cielo i Denti di Terrarossa e il Molignon. Peter rimase senza fiato, grato per quella bellezza che ora sentiva anche un po' sua.

LE AVVENTURE DI PETER E L'ALBERO PARLANTE - EPISODIO 1

Cari bambini, oggi vi racconto una storia speciale... Peter decise di non dire nulla ai suoi genitori del fatto che aveva parlato con un alb...