PETER E LA MARMOTTA
La nostra favola continua.
Peter non conosceva ancora il nome della sua nuova amica dal pelo morbido,
così,
con un sorriso, le chiese come si chiamasse. La marmotta si raddrizzò sulle zampe
posteriori, emise un fischio allegro e rispose:
«Mi chiamo Ciccia, perché ho un po' di pancetta e sono tonda come una nuvola!»
Peter scoppiò in una risata argentina: «Che nome bellissimo, Ciccia! Sembri davvero
un batuffolo di lana».
Poi, facendosi serio, Peter chiese: «Senti, amica mia, da quanto tempo vivi
tra queste rocce?»
«Oh, da tantissimi anni!» sospirò Ciccia, guardando le vette. «Un tempo la neve
restava a trovarci fino a luglio. Oggi invece il sole di maggio è così caldo che la neve
scappa via subito, e noi dobbiamo svegliarci dal nostro lungo sonno molto prima del
previsto».
«E adesso dove andiamo?» chiese Peter, pronto per una nuova avventura.
«Ti porterò nel bosco della Val Duron!» rispose Ciccia con un fischio. «Tu vieni da
Canazei, quindi devi assolutamente conoscere i miei amici. Sai, si chiama così perché
è una valle un po' "dura" da salire, ma la fatica viene sempre premiata con la bellezza!»
Ciccia iniziò a camminare in modo buffo e goffo, dondolando il suo pancino tra l'erba.
Ogni tanto lanciava un fischio verso il cielo e, in un attimo, ecco che dalle tane
sbucarono altre quattro testoline curiose.
«Ciao Bice, Soffio, Polpetta e Poldo!» esclamò Ciccia. Peter era incantato:
non avrebbe mai immaginato che le marmotte potessero parlare!
«Venite, vi presento Peter, un mio carissimo amico».
Le quattro marmotte, però, rimasero ferme come sassi. Avevano un po' paura degli
umani! Ciccia, vedendole così titubanti, fece un fischio spazientito: «Suvvia, non fate
i timidi! Se vi dico che è un amico, dovete fidarvi di me!»
Polpetta si fece coraggio e sussurrò: «Ma Ciccia, gli umani possono essere
pericolosi...»
«Lui è un bambino!» spiegò Ciccia con dolcezza. «Ha il cuore puro e vuole solo
conoscervi. Non farebbe male nemmeno a un filo d'erba».
Sentendo quelle parole, le marmotte si avvicinarono e Peter, con estrema delicatezza,
accarezzò il loro pelo morbido. Era il bambino più felice del mondo! Sapeva che,
una volta tornato a casa, nessuno gli avrebbe creduto: lui parlava con le marmotte!
I piccoli amici gli raccontarono i segreti della montagna: di come passassero
l'estate a scavare tane sicure e a raccogliere provviste per l'inverno, per poi
addormentarsi in un lunghissimo sogno (il letargo) sotto la neve.
Peter scoprì da Ciccia un dolcissimo segreto: Bice, Soffio, Polpetta e Poldo erano la
moglie e i figli di Ciccia! Era una bellissima famiglia del bosco.
Non bisogna mai avere paura di chi è diverso da noi; con un po' di gentilezza e un
sorriso, anche il bosco più lontano può diventare una grande casa piena di amici.
Cari bambini, la storia per oggi finisce qui, ma chissà quale altra avventura attende
Peter e Ciccia. Vi aspetto la prossima settimana!
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