martedì 31 marzo 2026

Peter e gli uccellini della Val Duron

Il sole era alto nel cielo e l'aria profumata di pino annunciava che era ormai arrivato il momento del pranzo. Peter, che aveva camminato tutta la mattina, sentì un certo languorino e tirò fuori dallo zaino i suoi panini.

«Ciccia, io avrei proprio fame! Se non vi dispiace, mi fermerei qui a mangiare», disse rivolgendosi alla sua amica marmotta. «Va bene Peter, ci fermiamo anche noi, così pranziamo tutti insieme!» rispose Ciccia con un fischio allegro.

Si sedettero su una vecchia panca di legno. Davanti a loro, maestoso e splendente, si stagliava il Vernel, una montagna bellissima che domina la Val di Fassa con la sua cresta di roccia. Mentre Peter addentava il suo panino, alcune briciole caddero sulla panca. Accanto a lui, Ciccia e tutta la sua famiglia di marmotte lo osservavano curiose, dopo averlo seguito con affetto per tutta la mattina.

All'improvviso, Peter sentì un leggero spostamento d'aria proprio dietro la nuca. «Ciccia, cosa sta succedendo?» chiese sorpreso. «Stai tranquillo, Peter! Sono Bubi, Rosa e Bianchetta, i nostri amici uccellini. Hanno visto le tue briciole e ne sono ghiotti!»

Con un battito d'ali veloce e leggero, i tre uccellini arrivarono in volo e, con grande coraggio, si posarono proprio sulle gambe di Peter. Il bambino non riusciva a crederci: aveva dei piccoli amici piumati che lo guardavano con gli occhietti vispi e cantavano una melodia dolcissima.

Bubi, il più intraprendente, cinguettò: «Ciao Peter, benvenuto nella nostra valle!» Peter sgranò gli occhi e sussurrò a Ciccia: «Ma come fa Bubi a sapere il mio nome?» Ciccia sorrise: «Ormai la voce si è sparsa tra i boschi e i prati! Tutti sanno che Peter è il grande amico delle marmotte.»

Peter allungò un dito e accarezzò delicatamente le piume dei tre uccellini. «Bubi, raccontami qualcosa di bello», chiese curioso. «Vedi Peter,» rispose l'uccellino, «noi facciamo un lavoro molto importante nel bosco: trasportiamo i semi da un posto all'altro e questo aiuta la natura a nascere e a diventare sempre più rigogliosa. Però, vorrei chiederti un favore...»

Bubi si fece serio. «Dillo ai tuoi amici giù in paese: abbiamo bisogno di pace. Non devono venire a disturbarci con le moto o con altre cose che fanno tanto rumore. Spesso noi creature del bosco ci spaventiamo per quello che i grandi fanno quando vengono quassù.» Peter sospirò tristemente: «Lo so, Bubi. Purtroppo a volte i grandi si dimenticano di avere rispetto per la natura e per chi ci vive.»

«Ora dobbiamo andare, Peter, abbiamo ancora tanti semi da seminare! Ci vediamo più tardi, quando arriverai nella parte alta della valle, dove pascolano le mucche.» «Ciao Bubi, Rosa e Bianchetta! Grazie per aver pranzato con me. A dopo!» esclamò Peter, salutandoli con la mano mentre i tre piccoli amici sparivano nel blu del cielo.





 

martedì 24 marzo 2026

Peter e il volo magico con Ofelia, l’aquila che canta

 







Peter era impaziente di conoscere Ofelia, la leggendaria aquila che canta. Ciccia, la sua amica marmotta, lanciò un fischio acuto verso il cielo. Ofelia, che volteggiava alta tra le nuvole, lo sentì 

subito e si precipitò in picchiata per capire di cosa avesse bisogno la sua amica.

“Ciao, carissima Ofelia! Come stai?” esclamò Ciccia. “Io sto bene,” rispose Ofelia con una voce 

che sembrava una melodia. “Ti voglio presentare un caro amico,” continuò la marmotta.

L'aquila fissò Peter con il suo sguardo fiero e penetrante, tanto che il bambino provò un brivido 

di timore. “Come mai un essere umano è qui con te, Ciccia?” chiese Ofelia sospettosa. “Lui è un 

bambino buono e vuole conoscere i miei amici. Non devi avere paura: Peter ama profondamente 

gli animali e la natura.”

A quelle parole Ofelia si rilassò. Ciccia allora le chiese se fosse disposta a portare Peter sulle sue a

li per fargli ammirare la Val Duron dall'alto. Peter era spaventato all'idea di volare, ma anche elettrizzato: cavalcare un'aquila! Che sogno incredibile!

Ofelia scrutò il bambino e chiese: “Quanto pesi, piccolo uomo?” “Circa venti chili,” rispose 

Peter con un filo di voce. “Si può fare, non sei troppo pesante. Ti porterò io!” “Grazie Ofelia, sei una grande amica!” esclamò Ciccia felice.

L'aquila si posò a terra e fece cenno a Peter di salire. “Aggrappati forte alle mie piume e non ti 

staccare per nessun motivo!” raccomandò. “Promesso, Ofelia!” rispose lui, stringendo forte le mani.


Ofelia iniziò a battere le grandi ali e si alzò leggera. Mentre prendeva quota, cominciò a cantare 

una canzone bellissima: “Volo alto verso il cielo blu, libera dove mi porta il vento... Nessuno mi può fermare!”

Peter aveva il cuore a mille per la paura, ma la gioia di vedere il mondo da lassù era più forte. 

“Allora Peter, ti piace quello che vedi?” chiese l’aquila virando dolcemente. “È meraviglioso, Ofelia!

 Grazie per questa opportunità!”

Mentre sorvolavano i prati e le rocce, Ofelia gli spiegava i segreti della valle: gli indicava i diversi 

tipi di piante e gli mostrava gli animali nascosti tra i boschi. Peter vide correre caprioli, saltare

 stambecchi eleganti e pascolare le mucche nei prati verdi.

Dopo un lungo giro panoramico, Ofelia tornò verso terra e riaccompagnò Peter da Ciccia. “Allora 

Peter, com’è andata?” chiese la marmotta correndo incontro all'amico. “È stato fantastico, Ciccia! 

Mi hai fatto il regalo più bello del mondo!”


Ofelia salutò Peter con un ultimo canto melodioso: “Torna a trovarmi, piccolo amico della natura. 

La Val Duron avrà sempre un segreto da sussurrarti all'orecchio.”

Da quel giorno, ogni volta che Peter vedeva un'ombra maestosa attraversare il sole, sapeva che 

lassù c'era Ofelia, e nel suo cuore sentiva ancora l'emozione di quel volo infinito.


martedì 17 marzo 2026

Peter e Fronz: Un’amicizia salata (e croccante!)

 


Fronz era rimasto un pochino a osservare Peter, grattandosi ogni tanto il naso con aria

incerta. Peter, con un sorriso gentile, ruppe il ghiaccio: «Fronz, mi piacerebbe molto che

diventassimo amici, se l'idea ti piace».

Fronz iniziò ad avvicinarsi timidamente, incoraggiato da Ciccia: «Non avere paura, Fronz!

Peter è amico di tutti noi». Finalmente, lo scoiattolo si fece coraggio e gli porse la sua

manina.

«Mi hai portato qualcosa da mangiare?» chiese Fronz con gli occhi che brillavano.

«Certo! Ho con me delle arachidi, se ti piacciono». «Se mi piacciono?!» esclamò Fronz.

«Ne vado pazzo! In questa valle non se ne trovano mai... trovo solo ghiande e semi,

ma le arachidi sono un vero tesoro!».

Peter aprì lo zaino e tirò fuori un sacchetto stracolmo. A quella vista, Fronz si strofinò le mani

come un affarista che ha appena concluso il colpo del secolo. «Fronz, per ora ti dono solo

due arachidi» disse Peter. «Le altre vedremo quando dartele».

Lo scoiattolo mise il broncio: «Non mi dai tutto il sacchetto? Allora io e te non siamo amici!».

«Certo che siamo amici» spiegò Peter con calma. «Ma se incontro un altro scoiattolo, cosa

faccio? È giusto che io doni le arachidi anche agli altri». Fronz abbassò il musetto, riflettendo:

«Hai ragione Peter, sono stato egoista. Non volevo».

Poi, voltandosi verso Ciccia, chiese: «Ma dove state andando?». «Stiamo risalendo la valle

verso il rifugio» rispose Ciccia. «Peter vuole conoscere tutti gli animali che vivono qui. Ogni

tanto lancio un fischio per avvisare del nostro arrivo. Vuoi venire con noi? Così conoscerai

meglio Peter». «Sì! Che bello!» esultò lo scoiattolo. «Magari, cammin facendo, mi scappa

qualche altra arachide...».

In cammino verso le vette

Mentre il gruppo si metteva in marcia, Peter ammirava gli alberi e la natura incontaminata.

Era tutto meraviglioso. «È incredibile» pensò tra sé e sé, «come a volte gli uomini riescano

a distruggere tanta bellezza in nome di cose inutili». Poi aggiunse a voce alta: «Ciccia, grazie

per avermi accompagnato. So che prima di arrivare in cima incontreremo tanti altri bellissimi

amici».

Proprio in quel momento, dall’alto, riecheggiò un grido potente. «Peter, senti? Lei è Ofelia, la

nostra amica aquila» disse Ciccia puntando il cielo. «La conoscerai tra poco».

Così Peter, Ciccia con tutta la sua famiglia e il simpatico Fronz si misero in cammino,

mentre

Ofelia danzava maestosa sopra le loro teste.


Alla prossima puntata, piccoli lettori, per conoscere Ofelia: l'aquila che canta!










mercoledì 11 marzo 2026

PETER E FRONZ

 

Peter e il segreto del bosco

Peter era felice di aver conosciuto la famiglia di Ciccia, che lo stava accompagnando su per la valle. Il paesaggio era incantevole: l’acqua scendeva dai monti rincorrendosi tra i fiori e gli alberi, ma Peter non sapeva di essere solo all’inizio di una grande avventura.

Mentre camminavano, Ciccia restava al suo fianco e la sua famiglia li seguiva poco distante. Peter, incuriosito, chiese alla sua amica: «Dimmi, Ciccia, che cosa vedremo adesso tra i boschi?».

«Caro Peter,» rispose lei, «vedremo diversi animali che spesso l’uomo non riesce a scorgere perché si nascondono: hanno paura dei cacciatori o di chi vuole far loro del male. Eppure, sono proprio queste creature ad aiutare la natura. Incontreremo scoiattoli, caprioli, cervi, camosci, falchi e persino i tassi. Ognuno di loro, ogni giorno, compie un piccolo lavoro per mantenere il bosco meraviglioso. Quando si entra nel loro regno bisogna fare silenzio, o parlare a bassa voce per non disturbarli. Loro ci osservano: noi ricambiamo con un sorriso se incrociamo il loro sguardo.»

In quel momento, Peter si ricordò di quando la Farfalla Regina lo aveva invitato in un bosco vicino a casa sua, mostrandogli cose bellissime. (Sapete, bimbi, che esiste anche la Farfalla Catterina dalle ali dorate? Ma questa è un’altra fiaba che potete già leggere “la farfalla Canterina” Marco Rizzonato Pathos editrice)

Torniamo a Peter e alla marmotta Ciccia. Il bambino sentiva che Ciccia gli voleva bene e lui ne voleva a lei. Era giugno, il mese in cui tutto fiorisce, e mentre Peter ammirava le piante, il suono dell’acqua gli sembrava il canto di tanti gnomi che andavano al lavoro.

Insieme a Ciccia e a tutta la famiglia delle marmotte, arrivarono in un posto tranquillo. C’era una panchina: Peter si sedette e prese in braccio le marmottine, facendole accomodare accanto a lui.

Ciccia sussurrò: «Fai attenzione, Peter, tra poco inizieremo a vedere gli abitanti del bosco».

Dopo un istante arrivò Fronz, uno scoiattolo dalla bellissima coda folta. Si fermò sul ramo di un albero e iniziò a squittire per attirare l’attenzione di Ciccia: «Ciccia! E quello chi è? Chi ci hai portato qui a disturbarci?».

«Fronz, ciao! Non devi avere paura,» rispose la marmotta. «Lui è Peter, un mio caro amico che desidera conoscerti.»

Allora Fronz scese dalla pianta e si sedette accanto a Ciccia. Peter e lo scoiattolo si guardarono intensamente.

«Ciao Peter, io sono Fronz» disse il piccolo animale.

Peter spalancò gli occhi: non aveva mai sentito uno scoiattolo parlare! «Ciao Fronz, sono davvero felice di conoscerti.»

La prossima settimana conosceremo Fronz che cosa fa nel bosco. Ciao! Alla prossima.

mercoledì 4 marzo 2026

 

PETER E LA MARMOTTA


La nostra favola continua.

Peter non conosceva ancora il nome della sua nuova amica dal pelo morbido,

così,

con un sorriso, le chiese come si chiamasse. La marmotta si raddrizzò sulle zampe

posteriori, emise un fischio allegro e rispose:

«Mi chiamo Ciccia, perché ho un po' di pancetta e sono tonda come una nuvola!»

Peter scoppiò in una risata argentina: «Che nome bellissimo, Ciccia! Sembri davvero

un batuffolo di lana».

Poi, facendosi serio, Peter chiese: «Senti, amica mia, da quanto tempo vivi

tra queste rocce?»

«Oh, da tantissimi anni!» sospirò Ciccia, guardando le vette. «Un tempo la neve

restava a trovarci fino a luglio. Oggi invece il sole di maggio è così caldo che la neve

scappa via subito, e noi dobbiamo svegliarci dal nostro lungo sonno molto prima del

previsto».

«E adesso dove andiamo?» chiese Peter, pronto per una nuova avventura.

«Ti porterò nel bosco della Val Duron!» rispose Ciccia con un fischio. «Tu vieni da

Canazei, quindi devi assolutamente conoscere i miei amici. Sai, si chiama così perché

è una valle un po' "dura" da salire, ma la fatica viene sempre premiata con la bellezza!»

Ciccia iniziò a camminare in modo buffo e goffo, dondolando il suo pancino tra l'erba.

Ogni tanto lanciava un fischio verso il cielo e, in un attimo, ecco che dalle tane

sbucarono altre quattro testoline curiose.

«Ciao Bice, Soffio, Polpetta e Poldo!» esclamò Ciccia. Peter era incantato:

non avrebbe mai immaginato che le marmotte potessero parlare!

«Venite, vi presento Peter, un mio carissimo amico».

Le quattro marmotte, però, rimasero ferme come sassi. Avevano un po' paura degli

umani! Ciccia, vedendole così titubanti, fece un fischio spazientito: «Suvvia, non fate

i timidi! Se vi dico che è un amico, dovete fidarvi di me!»

Polpetta si fece coraggio e sussurrò: «Ma Ciccia, gli umani possono essere

pericolosi...»

«Lui è un bambino!» spiegò Ciccia con dolcezza. «Ha il cuore puro e vuole solo

conoscervi. Non farebbe male nemmeno a un filo d'erba».

Sentendo quelle parole, le marmotte si avvicinarono e Peter, con estrema delicatezza,

accarezzò il loro pelo morbido. Era il bambino più felice del mondo! Sapeva che,

una volta tornato a casa, nessuno gli avrebbe creduto: lui parlava con le marmotte!

I piccoli amici gli raccontarono i segreti della montagna: di come passassero

l'estate a scavare tane sicure e a raccogliere provviste per l'inverno, per poi

addormentarsi in un lunghissimo sogno (il letargo) sotto la neve.

Peter scoprì da Ciccia un dolcissimo segreto: Bice, Soffio, Polpetta e Poldo erano la

moglie e i figli di Ciccia! Era una bellissima famiglia del bosco.

Non bisogna mai avere paura di chi è diverso da noi; con un po' di gentilezza e un

sorriso, anche il bosco più lontano può diventare una grande casa piena di amici.

Cari bambini, la storia per oggi finisce qui, ma chissà quale altra avventura attende

Peter e Ciccia. Vi aspetto la prossima settimana!