martedì 21 aprile 2026

🏔️ Le Avventure di Peter e Ciccia: Il Regno Sotto l'Erba


Peter sedeva incantato dal panorama che si apriva davanti ai suoi occhi. Quello era il regno di Ciccia e della sua numerosa famiglia.

"Siamo davvero tante, sai?" gli diceva Ciccia, mentre il sole scaldava il prato. Peter, curioso, le chiese cosa facessero le marmotte tutto il giorno. Si sedettero insieme sull’erba fresca, proprio di fronte alla maestosità del gruppo del Catinaccio e dello Sciliar.

Ciccia iniziò così il suo racconto:

"Caro Peter, la nostra è una vita di socialità estrema e pigrizia strategica! Amiamo stare insieme; pensa che nella tana dove viviamo siamo in venti."

"In venti?!" esclamò Peter sgranando gli occhi.

"Sì! E nel gruppo ci sono sempre un maschio e una femmina alfa che guidano la famiglia. I nostri piccoli passano la giornata a rincorrersi per gioco: è il loro modo per restare uniti. La nostra casa, poi, non è una semplice buca, ma una vera rete di tunnel scavati con le nostre potenti unghie. Sono appartamenti strutturati!"

Ciccia spiegò a Peter l'architettura della loro tana:

  • Gallerie estive: superficiali, perfette per sfuggire rapidamente ai predatori.

  • Gallerie invernali: profonde fino a tre metri, dove la temperatura resta costante e il gelo non può arrivare.

  • Stanze del sonno: foderate di fieno asciutto e morbido.

  • Latrine: stanze dedicate ai bisogni, per mantenere il resto della casa pulito e igienizzato.

"E poi..." continuò Ciccia con un pizzico di mistero, "arriva il Grande Sonno. Siccome d’inverno il cibo scarseggia, ci addormentiamo per ben sei mesi. Ma ti racconterò cosa succede durante quel lungo sogno la prossima volta!"

Peter era sbalordito. Non immaginava che le marmotte fossero così organizzate e capaci di gestire il proprio tempo e la propria comunità. Mentre ammirava la meraviglia delle montagne, nell’aria risuonarono i fischi delle marmotte: Ciccia rispose prontamente al richiamo con il suo, salutando la sua famiglia.

Restate sintonizzati per il prossimo racconto di Peter e della sua amica Ciccia!

martedì 14 aprile 2026

Un Incontro Reale al Rifugio Micheluzzi


File audio clicca su link 


Peter era seduto sulla panchina davanti al rifugio Micheluzzi. Accanto a lui c’era Ciccia con tutta la sua famiglia, mentre nel cielo volava la loro amica Ofelia, che li osservava protettiva dall’alto.

All'improvviso, Peter vide spuntare in lontananza un cervo dalle corna maestose. Era un esemplare reale: imponente, fiero e bellissimo. Dietro di lui, in fila, avanzavano altri cervi più piccoli: era certamente la sua famiglia. Il grande cervo si fermò proprio davanti a Peter e Ciccia, fissandoli con i suoi occhi profondi.

Peter lanciò un'occhiata a Ciccia: lei non sembrava affatto spaventata, restava immobile senza fare una piega. Peter, invece, sentiva le gambe tremare.

“Se quel cervo mi attacca con quelle corna,” pensava, “chissà dove vado a finire... minimo in cima a un albero!”

Il cervo emise un soffio potente dal naso e poi, con sorpresa di Peter, parlò: — «Ciao Ciccia! E chi è questo qui insieme a te? Non l'ho mai visto.»

Peter non riusciva a capire cosa si stessero dicendo, ma Ciccia rispose con i suoi tipici fischi, rassicurando il cervo e facendogli capire che di Peter ci si poteva fidare. Allora il maestoso animale si avvicinò ancora di più, stagliandosi severo davanti al ragazzo che tremava come una foglia.

— «Ciao Peter, io sono Ronaldo,» disse il cervo con voce profonda. «Che piacere conoscerti! Io vivo lassù, tra le vette di quelle montagne. Ofelia mi aveva raccontato che Ciccia aveva un nuovo amico e mi ha suggerito di venire a presentarmi. Eccomi qui! Ti piace la nostra valle?»

Con un filo di voce, Peter rispose: — «Ciao Ronaldo... il piacere è tutto mio! Non avrei mai immaginato di incontrare un cervo reale bello come te. Grazie per essere venuto a conoscermi. La vostra valle è stupenda e ho trovato un sacco di amici, compresa Ofelia.»

Dall'alto, Ofelia emise un verso di gioia che rimbombò tra le pareti della montagna.

— «Grazie Peter,» concluse Ronaldo. «Torna a trovarci presto. Un giorno potrai salire sulla mia groppa e ti porterò in alto, a vedere quanto sono belle queste cime. Ci conto! E tu, Ciccia... fai la brava, mi raccomando!» — «Sempre, Ronaldo!» sembrò rispondere lei con un ultimo fischio.

Ronaldo voltò le spalle e, seguito dalla sua famiglia, riprese il cammino verso l'alta montagna. Peter, rimasto solo con Ciccia, sospirò di sollievo: l'emozione gli aveva messo un gran appetito! Entrò nel rifugio e si godette una meritata fetta di strudel di mele.

Alla prossima avventura, bambini!

martedì 7 aprile 2026

IL RIFUGIO DELLA MERAVIGLIA

 



Grazie a Ciccia e alla sua famiglia, Peter stava facendo un sacco di nuove amicizie. Ormai erano quasi arrivati in cima, dove si trovava il Rifugio Micheluzzi, a 1860 metri di altezza. Peter non poteva ancora immaginare la bellezza che lo avrebbe travolto una volta giunto lassù.
Mentre camminavano, Ciccia gli raccontava dei suoi antenati e dell'instancabile lavoro delle marmotte nel corso degli anni. Peter ascoltava rapito, confessando di non sapere nulla di quella storia; nessuno gli aveva mai raccontato quanto fosse prezioso il loro contributo.
"Vedi, Peter," spiegava Ciccia con un pizzico di orgoglio, "spesso gli uomini non capiscono il lavoro silenzioso che noi animali svolgiamo nella valle. Se questo posto rimane così splendido, è grazie all'impegno di tutti noi."
Camminavano piano, perché il passo di Ciccia non era dei più veloci, ma a Peter non importava: ogni passo era l'occasione per scoprire un nuovo segreto della montagna. A un certo punto, vedendo la sua famiglia rimasta un po' indietro, Ciccia lanciò un fischio acuto nell'aria tersa. La risposta non si fece attendere: un fischio immediato gli confermò che la sua amata moglie era lì vicino e lo invitava a stare tranquillo.
Finalmente, superata l'ultima curva, si aprì davanti a loro il piano del Micheluzzi. Era un paradiso. Prati di un verde smeraldo si estendevano a perdita d'occhio, punteggiati da mucche al pascolo e piccoli vitellini intenti a brucare l'erba fresca. Ma lo spettacolo più grande era in fondo: maestosi e solenni, si stagliavano contro il cielo i Denti di Terrarossa e il Molignon. Peter rimase senza fiato, grato per quella bellezza che ora sentiva anche un po' sua.