"Siamo davvero tante, sai?" gli diceva Ciccia, mentre il sole scaldava il prato. Peter, curioso, le chiese cosa facessero le marmotte tutto il giorno. Si sedettero insieme sull’erba fresca, proprio di fronte alla maestosità del gruppo del Catinaccio e dello Sciliar.
Ciccia iniziò così il suo racconto:
"Caro Peter, la nostra è una vita di socialità estrema e pigrizia strategica! Amiamo stare insieme; pensa che nella tana dove viviamo siamo in venti."
"In venti?!" esclamò Peter sgranando gli occhi.
"Sì! E nel gruppo ci sono sempre un maschio e una femmina alfa che guidano la famiglia. I nostri piccoli passano la giornata a rincorrersi per gioco: è il loro modo per restare uniti. La nostra casa, poi, non è una semplice buca, ma una vera rete di tunnel scavati con le nostre potenti unghie. Sono appartamenti strutturati!"
Ciccia spiegò a Peter l'architettura della loro tana:
Gallerie estive: superficiali, perfette per sfuggire rapidamente ai predatori.
Gallerie invernali: profonde fino a tre metri, dove la temperatura resta costante e il gelo non può arrivare.
Stanze del sonno: foderate di fieno asciutto e morbido.
Latrine: stanze dedicate ai bisogni, per mantenere il resto della casa pulito e igienizzato.
"E poi..." continuò Ciccia con un pizzico di mistero, "arriva il Grande Sonno. Siccome d’inverno il cibo scarseggia, ci addormentiamo per ben sei mesi. Ma ti racconterò cosa succede durante quel lungo sogno la prossima volta!"
Peter era sbalordito. Non immaginava che le marmotte fossero così organizzate e capaci di gestire il proprio tempo e la propria comunità. Mentre ammirava la meraviglia delle montagne, nell’aria risuonarono i fischi delle marmotte: Ciccia rispose prontamente al richiamo con il suo, salutando la sua famiglia.
✨ Restate sintonizzati per il prossimo racconto di Peter e della sua amica Ciccia!

